Il centro medico Ananda Bergamo per la salute attiva nasce nel 1987 dall'esigenza di unire l'attività fisica consapevole a terapie e percorsi medici. Il poliambulatorio Ananda offre competenze di elevato livello professionale nel campo delle terapie convenzionali e non convenzionali

Il Centro Medico è formato da un’équipe di medici ed esperti che propone e accompagna la persona attraverso percorsi terapeutici per attivare e aumentare il livello di consapevolezza del proprio stato di salute. In accordo con i più moderni orientamenti dell’etica clinica, il Centro promuove la cura come Percorso Attivo Personalizzato, dove il focus del lavoro è prendersi cura della persona.

Ananda offre un’accoglienza di “orientamento alla cura”, attraverso una visita Medica per la valutazione e integrazione dei dati clinici e strumentali per la formulazione diagnostica e l’indicazione del trattamento più indicato. Ananda  si avvale di personale specializzato concompetenze specifiche, utilizzando un approccio medico integrato di diagnosi non invasiva. L’interventoterapeutico svolto - quando necessario - è anche in stretta collaborazione con i massaggiatori e gli istruttori che operano nel Centro, al fine di scegliere la terapia o percorso più indicata per il paziente.

Viene sotto riportato un pensiero tratto dal libro Arte Medica e Arte Marziale del dott. Maurizio Chiarolini, medico, insegnante di arti marziali e fondatore di Ananda:

"L'intervento medico diventa comunque occasionale per chi utilizza una dieta appropriata e riduce lo stress lavorativo, evitando così il sovraccarico della milza-pancreas e dell'apparato cardiocircolatorio, o nullo per chi abbina contemporaneamente un'attività fisica regolare, in grado di decongestionare i reni attraverso la sudorazione, di ' bruciare i grassi ' nei muscoli che sono associati al fegato, e di stimolare la respirazione polmonare: è ovvio che reputo le discipline marziali particolarmente indicate allo scopo e l'educazione sociale imprescindibile. 
Un vero professionista della 'salute attiva ' tuttavia - cioè un medico che veramente svolga informazione, prevenzione e divulgazione di tecniche di gestione della salute - dovrebbe essere a mio parere in primo luogo un valido dietologo, psicologo e cinesiologo, poi esperto in agopuntura e omeopatia; dovrebbe intendersi anche di ambientalismo dato il notevole degrado dell'ecosistema, soprattutto per il misconosciuto inquinamento radioattivo che ci sta decimando a nostra colpevole insaputa. La classe medica abitualmente non si pone nemmeno questi interrogativi, quasi ritenesse che l'inverosimile peggioramento delle patologie sia invece la conquista di una propria acuita conoscenza delle malattie, o che i motivi che portano l'ammalato alla sua osservazione siano competenza di altre categorie sociali.
Senza l'espletamento delle mansioni di contenimento però, non si può in nessun modo parlare di medicina preventiva senza dire inesattezze, più o meno in buona fede. La medicina tecnologica, senza una valida opera di prevenzione - indispensabile in una società che si definisce civile - è destinata a un'escalation di interventismo e di spesa, perché per intrinseca logica positivista si limita quasi sempre a porre diagnosi e a intervenire terapeuticamente in situazioni già determinatesi. Quando si interpretano per metodologia gli effetti come cause, più che di oggettività scientifica si dovrebbe parlare di scarsa lungimiranza, forse di miopia in alcuni casi. 
Se grande ripercussione ha avuto nel pensiero del XX° secolo la scoperta di Einstein circa l'unitarietà tempo-spazio, è bene ribadire che probabilmente da sei millenni i Cinesi conoscono l'arte di armonizzare l'uomo con il cielo e la terra." 

"Penso in conlusione che la vera nobiltà della vita - minerale, vegetale, animale - sia avere accettato di nascere e di morire (dualismo), per rinascere (unità): la grande opportunità è divenirne consapevoli."

"[...]La funzione specifica dell'agopuntore è dunque la conoscenza dell'origine e della fine, cioè l'operazione di ripercorrere diagnosticamente il decorso della malattia dallo sviluppo iniziale a quello conclusivo - dal nevrasse alle manifestazioni somatiche e alle loro connessioni con i meridiani - per disostruire terapeuticamente il flusso energetico vitale, là dove ha subito interruzione.
E' meglio essere cauti nel trattare gli strati esterni con farmaci sintomatici, come i cortisonici e gli antistaminici per le dermatiti, gli antibiotici per le infezioni connettivali , gli antipertensivi per l'ipertensione arteriosa, gli antinfiammatori non steroidei (FANS) per le infiammazioni delle vene, dei nervi, delle ossa e dei muscoli. Il rischio è quello di aggravare una malattia già in corso con una malattia iatrogena, cioè provocata dall'intervento medico, mediante un atto che gli omeopati definiscono di 'soppressione'. 
Infatti, se negli strati somatici esterni si impedisce un'esonerazione tossinica attuata dalla vis a tergo o vis sanatrix naturae (l'energia vitale dei medici occidentali), si rischia di rimandare tutto in profondità con un percorso a ritroso dell'onda patogena, fino al nevrasse e al sistema nervoso centrale. Dopo un periodo di apparente silenzio interpretabile come guarigione, la malattia tornerà a svilupparsi, ma con gravità peggiore."

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