LA MEDICINA COMPLEMENTARE & L A FILOSOFIA DI ANANDA

Nel corso dell'anno Ananda organizza seminari, incontri e conferenze gratuite aperte a tutti per saperne di più sulla medicina complementare e diffondere le discipline che guidano le persone verso l’armonia del benessere e della salute attiva. I temi di approfondimento sono: medicina complementare, alimentazione e ecologia domestica. Le date verranno comunicate successivamente sul sito www.anandacsa.com.

PERCHE' LA MEDICINA COMPLEMENTARE

 

SCARSA/NULLA TOSSICITA'
Sebbene l'uso di terapie e prodotti naturali non sia in assoluto privo di pericoli, si è visto che un uso corretto da parte di personale medico competente provoca raramente effetti collaterali o danni al paziente.

 

EFFICACIA
Molte delle metodiche della medicina complementare come agopuntura, fitoterapia, omeopatia, hanno dimostrato, in alcune malattie, un efficacia non inferiore a quella delle terapie convenzionali e con effetti collaterali inferiori o assenti.

 

AZIONE OLISTICA
Spesso nell'ottica occidentale, l'uomo è come una macchina composta di vari pezzi, la cui cura consiste nel riparare il singolo guasto. Questa concezione, all'interno di un'esperienza problematica come la malattia, porta sempre più spesso l'uomo verso sistemi di cura in cui la malattia è considerata dentro un quadro più ampio come insieme di corpo, mente e spirito, e la cura come intervento su tutti questi aspetti.

 

PERSONALIZZAZIONE
Un esercizio della medicina estremamente tecnologico e oggettivo sull'uomo e sulla malattia, porta spesso a terapie che tengono in poco conto l'infinita variabilità delle forme della malattia nell'uomo e quindi, non considera la duttilità necessaria nell'affrontare le diverse patologie.

 

PREVENZIONE
Senza dubbio per la coscienza moderna il bene salute è troppo prezioso per essere lasciato al caso. La crisi del modello basato su due tempi rottura/riparazione della salute impone quindi al paziente, in maniera sempre più urgente, la necessità di uscire da questa logica. Agire non solo per prevenire la malattia, ma anche per un maggior benessere psicofisico e una migliore qualità di vita. In questo senso la medicina complementare interviene nella cura delle malattie proponendo una riconsiderazione dei propri stili e un recupero di relazioni più equilibrate tra uomo e ambiente, familiare, sociale e naturale.

 

COSTI MINORI

Nei paesi in cui sono stati elaborati per la pratica anche della medicina complementare, questa ha dimostrato di contribuire alla salute dell'uomo con costi decisamente inferiori rispetto a quelli del sistema medico occidentale. Questo aspetto spiega così il crescente interesse delle autorità sanitarie dei paesi in via di sviluppo e anche di quelli industrializzati come ad esempio Stati Uniti, Gran Bretagna e Canada, nei confronti di pratiche e metodiche tipiche della medicina complementare.


FILOSOFIA DEL CENTRO

 

Viene sotto riportato un pensiero tratto dal libro Arte Medica e Arte Marziale del dott. Maurizio Chiarolini, medico, insegnante di arti marziali e fondatore dell'Ananda:

"L'intervento medico diventa comunque occasionale per chi utilizza una dieta appropriata e riduce lo stress lavorativo, evitando così il sovraccarico della milza-pancreas e dell'apparato cardiocircolatorio, o nullo per chi abbina contemporaneamente un'attività fisica regolare, in grado di decongestionare i reni attraverso la sudorazione, di ' bruciare i grassi ' nei muscoli che sono associati al fegato, e di stimolare la respirazione polmonare: è ovvio che reputo le discipline marziali particolarmente indicate allo scopo e l'educazione sociale imprescindibile.
Un vero professionista della 'salute attiva ' tuttavia - cioè un medico che veramente svolga informazione, prevenzione e divulgazione di tecniche di gestione della salute - dovrebbe essere a mio parere in primo luogo un valido dietologo, psicologo e cinesiologo, poi esperto in agopuntura e omeopatia; dovrebbe intendersi anche di ambientalismo dato il notevole degrado dell'ecosistema, soprattutto per il misconosciuto inquinamento radioattivo che ci sta decimando a nostra colpevole insaputa. La classe medica abitualmente non si pone nemmeno questi interrogativi, quasi ritenesse che l'inverosimile peggioramento delle patologie sia invece la conquista di una propria acuita conoscenza delle malattie, o che i motivi che portano l'ammalato alla sua osservazione siano competenza di altre categorie sociali.
Senza l'espletamento delle mansioni di contenimento però, non si può in nessun modo parlare di medicina preventiva senza dire inesattezze, più o meno in buona fede. La medicina tecnologica, senza una valida opera di prevenzione - indispensabile in una società che si definisce civile - è destinata a un'escalation di interventismo e di spesa, perché per intrinseca logica positivista si limita quasi sempre a porre diagnosi e a intervenire terapeuticamente in situazioni già determinatesi. Quando si interpretano per metodologia gli effetti come cause, più che di oggettività scientifica si dovrebbe parlare di scarsa lungimiranza, forse di miopia in alcuni casi.
Se grande ripercussione ha avuto nel pensiero del XX° secolo la scoperta di Einstein circa l'unitarietà tempo-spazio, è bene ribadire che probabilmente da sei millenni i Cinesi conoscono l'arte di armonizzare l'uomo con il cielo e la terra."

"Penso in conlusione che la vera nobiltà della vita - minerale, vegetale, animale - sia avere accettato di nascere e di morire (dualismo), per rinascere (unità): la grande opportunità è divenirne consapevoli."

"[...]La funzione specifica dell'agopuntore è dunque la conoscenza dell'origine e della fine, cioè l'operazione di ripercorrere diagnosticamente il decorso della malattia dallo sviluppo iniziale a quello conclusivo - dal nevrasse alle manifestazioni somatiche e alle loro connessioni con i meridiani - per disostruire terapeuticamente il flusso energetico vitale, là dove ha subito interruzione.
E' meglio essere cauti nel trattare gli strati esterni con farmaci sintomatici, come i cortisonici e gli antistaminici per le dermatiti, gli antibiotici per le infezioni connettivali , gli antipertensivi per l'ipertensione arteriosa, gli antinfiammatori non steroidei (FANS) per le infiammazioni delle vene, dei nervi, delle ossa e dei muscoli. Il rischio è quello di aggravare una malattia già in corso con una malattia iatrogena, cioè provocata dall'intervento medico, mediante un atto che gli omeopati definiscono di 'soppressione'.
Infatti, se negli strati somatici esterni si impedisce un'esonerazione tossinica attuata dalla vis a tergo o vis sanatrix naturae (l'energia vitale dei medici occidentali), si rischia di rimandare tutto in profondità con un percorso a ritroso dell'onda patogena, fino al nevrasse e al sistema nervoso centrale. Dopo un periodo di apparente silenzio interpretabile come guarigione, la malattia tornerà a svilupparsi, ma con gravità peggiore."